Contenuti per adulti
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Come soldati asserivti ad estranei ideali,
dipendenti di un intelletto che pensa,
valuta e definisce.
Oh...gran potere usato male,
responsabilità inesorabile.
Come una lama,
non sceglie di tagliare,
ma viene usata per uccidere,
l'uomo può essere crudele,
dividere e infliggere dolore,
ma può anche fare del bene,
operare per servire,
difendere e rispettare.
A tagliar non è mai la lama
ma sempre la mano.
Non è il sentiero a dettar l'andamento
ma il piede del pellegrino,
non diamo colpa a un triste destino,
siamo noi a concimare il nostro giardino.
Ogni fiore conferma il nostro valore,
ogni frutto è conseguenza del nostro volere,
ogni spina è parte del nostro dolore.
Ricordiamo,
che se anche il frutto nasce sano,
è la nostra forza di volontà
che gli impedisce di cascare
e di essere vano.
Alberi buoni dobbiam concimare,
frutti sani dobbiam nutrire,
e quelli cattivi usare
per dar coscienza
al nostro agire.
Oh, essere che ancor
non conosci la tua natura,
credendo di saper cos'è la paura
ti rifugi in dolci certezze,
che profuman di assenze.
Hai dato ad un tuo simile
il potere di essere superiore,
diventando schiavo delle sue tendenze.
Drogato di approvazioni,
viziato di convenzioni,
attirato da falsi miti,
vincolato ad una alienata personalità
che non rappresenta la realtà.
Verità assopita,
apparenza che altro non è
che una accogliente esca.
Autosabotato da un cervello
che vuol difenderti
pur mal condizionandoti.
Ingannato da destini sognati
contaminato da esterni contagi,
impaurito da incubi astratti
indotti da moderni presagi,
evaso da passato non apprezzato
perché senza saggi sei cresciuto,
ignaro di un presente
che come un fantasma
giudichi non vivente.
Oh, animali che si credono umani,
leoni che diventan pecore,
pecore che si illudono d'esser acquile,
animali sempre in cerca di un pastore,
perché abbiam paura
di ciò che dentro conserviamo,
ansie per ciò che davvero vogliamo.
Dove andiamo, cosa vogliamo,
se ancor non accettiam chi siamo.
Animali mascherati da umani,
disprezziamo ciò che è selvaggio,
unica natura in equilibrio
in ogni nostro passaggio.
Ci allontaniamo dal coraggio
d'esser ciò che siamo,
una parte di questo immenso giardino.
Temiamo di aspirar a ciò che amiamo,
passione, desiderio di un cuore
ubbriaco d'amore.
Irrefrenabile desiderio,
sentimento primordiale,
urlo di un lamento che teniam spento.
Come il pianto di un bambino,
vorremo non sentirlo,
ma non elude ciò che è vivo,
non si scappa dal nostro lato primitivo.
Animali non addomesticabili,
nonostante continuiamo implacabili
ad indossar guinzagli.
Padroni che ci conducono
attraverso un bosco incantato,
verso un deserto contaminato,
in un'oasi che offre
solo liquido avvelenato.
Svegliati animale, ruggisci leone!
Ribellati a tutto ciò che è innalzato,
proclamato dal padrone come gran creato.
Il suo intento è manipolar la tua linfa,
render dipendente
ciò che è nato indipendente.
Tu sei libero proprio come il giardino
di cui fai parte,
alzati leone, combatti contro
tutto ciò che hai davanti
è un'illusione, un miraggio,
conseguenza dell'esser malato.
Randagio coccolato dall'agio,
ora lo senti il disagio?